Unione Europea: IMU meno ingiusta di ICI

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E’ una delle tasse peggio digerite dagli italiani, ma è anche quella che più ha consentito al governo monti di risanare le finanze ammalate del paese. Da ieri anche L’unione Europea è intervenuta sull’Imu, per esortare l’Italia ed altri paesi dell’Unione a rendere più equa e progressiva l’imposizione fiscale. Un intervento accolto con grande favore dai contribuenti e dai più fieri oppositori del governo presieduto da Mario Monti, che è intervenuto in sua difesa. e a dare ragione a Monti, è arrivata nella serata di ieri una seconda dichiarazione della Commissione Europea per precisare che il rapporto non analizza l’impatto redistributivo dell’Imu e “non suggerisce nessun effetto negativo su povertà o distribuzione del reddito”. Anzi fra l’Imu di Monti e l’Ici dei precedenti governi a conquistare la palma della tassa più ingiusta, cioè meno progressiva è proprio l’ICI. La vecchia Ici, per esempio, che, secondo simulazioni effettuate da Bruxelles con i dati relativi al 2006, non aveva impatto sulla diseguaglianza in Italia, e sembrava “aumentare leggermente la povertà”, l’Imu, invece, introdotta nel 2012, come riconosce Bruxelles, – “include alcuni aspetti di equità”, come la deduzione di 200 euro per la prima casa, quelle per i figli a carico, e la differenziazione tra prima e seconda casa. Luigi Marattin assessore al bilancio del Comune di Ferrara precisa che in ogni caso l’Imu non rispetta nessuna progressività, proprio perché stabilisce un’aliquota unica sulle rendite catastali.. Aggiunge, inoltre, che per aumentarne la progressività in particolare, bisognerebbe agire sui valori catastali, aggiornandoli e adattando l’imposta a quelli di mercato.

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