Vaccolino, verso il processo per le emissioni della fonderia

fonderia

Il Tribunale di Ferrara presto fisserà l’udienza che vede sul banco degli imputati il legale rappresentante della fonderia di Vaccolino, accusato di emissioni pericolose.

Un processo che arriva dopo un esposto di alcuni residenti presentato alla procura nell’estate del 2012 contro l’impresa che produce cerchioni per moto. Le famiglie non vogliono che l’azienda chiuda ma produca senza inquinare.

Finirà in un’aula di tribunale il caso delle emissioni della fonderia di Vaccolino di Lagosanto. Presto infatti verrà fissata l’udienza per il dibattimento che vede sul banco degli imputati il legale rappresentante e procuratore speciale della società che gestisce l’azienda nel Basso Ferrarese, la TFC Galileo, accusato del reato di getto pericoloso di cose.

Il processo arriva per il coraggio di due residenti della zona, che nell’estate del 2012 hanno deciso di fare un esposto alla procura, assistiti dagli avvocati del foro di Ferrara, Claudio Maruzzi e Carmelo Marcello, affinché l’autorità giudiziaria valutasse se esiste o meno l’ipotesi di inquinamento dell’aria e la presenza di troppo rumore.

Puzze, emissioni di materiale inquinante dal gennaio 2011, sostengono i denuncianti – che tuttavia non vogliono che l’impianto chiuda, ma semplicemente che produca senza inquinare – sono gli episodi che sono stati alla base della denuncia, supportata da indagini tecniche eseguite da specialisti per conto dei residenti.

[flv image=”https://www.telestense.it/img-video/fonderia.jpeg”]rtmp://telestense.meway.tv:80/telestense_vod/120122014_fonderia.mp4[/flv]

L’azienda si insediò nella zona all’inizio degli anni Duemila, quando le case in quella lingua di terra c’erano già. I problemi fra residenti, tuttavia, da allora sono stati un crescendo di polemiche soficate poi nella denuncia. La fonderia produce soprattutto cerchioni per moto e solo due anni fa ha ridimensionato il personale passando da oltre cento dipendenti a poco meno di una cinquantina. Pochi mesi fa il pm ha chiesto il decreto penale di condanna. Richiesta accolta dal gip. I legali dell’azienda tuttavia si sono opposti al ricorso e per questo a breve partirà il processo.

Nel frattempo l’azienda ha inoltrato all’amministrazione competente, la Provincia, una nuova richiesta di Aia, l’autorizzazione in pratica che serve all’azienda per produrre emissioni che comunque devono essere a basso impatto ambientale. Una richiesta contro la quale i denuncianti, attraverso il lavoro dei legali ferraresi e dell’avvocato rodigino, Matteo Ceruti hanno presentato delle controdeduzioni nella quali è contenuta anche la relazione tecnica di un chimico ambientale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *