Vancini: “Il decreto del “Fare” non serve”

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Giuseppe Vancini
Direttore Confartigianato di Ferrara

L’aumento dell’aliquota IVA, una volta attuato, si tradurrà in un costo aggiuntivo, per il territorio ferrarese, di venti milioni di euro. Nel frattempo, il decreto del fare licenziato sabato scorso dal governo Letta avrà ben pochi effetti concreti sulle aziende del territorio ferrarese, e non creerà nuova occupazione. Lo sostiene il direttore della Confartigianato di Ferrara Giuseppe Vancini che aggiunge: “Le aziende ferraresi, per la grande maggioranza di piccole e piccolissime dimensioni – dice Vancini – non riusciranno a usufruire degli sgravi e dei crediti dì’imposta previsti dal decreto per effettuare nuove assunzioni. Di fatto, il decreto in provincia di Ferrara non favorirà la creazione di nuovi posti di lavoro”.

Il vero problema, secondo il segretario provinciale della Confartigianato ferrarese, è il crollo dei consumi, determinato dalla mancanza di liquidità: i consumatori hanno pochi soldi da spendere, e le piccole imprese inevitabilmente ne risentono. In questo contesto, secondo Vancini, anche la scelta di mantenere gli sgravi fiscali del 55-65% per le ristrutturazioni edilizie può rivelarsi infruttuoso: per ottenere quegli sgravi bisogna essere in grado di investire denaro, ma le famiglie oggi hanno scarsissima liquidità.

“E’ il lavoro che crea lavoro – afferma Vancini – e finché le aziende, come oggi, faticano a sopravvivere perché non hanno commesse, visto il calo vistoso dei consumi destinati a ricevere una ulteriore flessione con l’aumento dell’iva, non avranno necessità di nuovi dipendenti”.

Sembra di essere all’interno di un vicolo cieco, da cui si può uscire, secondo Confartigianato, in un solo modo: riducendo la spesa pubblica e di conseguenza la tassazione.

“Serve – dice ancora il Segretario Generale Confartigianato – un progetto di medio termine, che preveda diminuzione della spesa pubblica e del debito, condiviso da questo e dai futuri Governi, sapendo che per creare lavoro, per i giovani o per gli over 40 che lo hanno perso, si deve ridare fiato alle aziende, che – conclude – solo lavorando potranno creare occupazione stabile, con dipendenti che potranno tornare a spendere e consumare, anche a Ferrara”.

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