“Ama, conserva e conquista la pace”: Veglia ecumenica a S.M. in Vado

Veglia 2Amare, conservare e conquistare la pace: intorno a questi tre verbi è ruotata l’omelia tenuta da Mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, durante la Veglia Diocesana di preghiera ecumenica che si è tenuta sabato sera nella Basilica di Santa Maria in Vado a Ferrara.

Una “preghiera di comunione” nata con l’intento di accompagnare il pellegrinaggio di pace e di unità che il Santo Padre Francesco ha svolto a Bari il giorno stesso insieme ai diversi Patriarchi e Capi di Chiese e Comunità cristiane del Medio Oriente.

Nella Diocesi ferrarese, la Veglia ha assunto un significato ancor più particolare in quanto primo momento pubblico col nostro Arcivescovo all’interno della neonata Unità Pastorale “Borgovado”. La Veglia ha visto la presenza sull’altare, al fianco di Mons. Perego, di padre Vasile Jora, rappresentante della comunità Ortodossa rumena nel territorio ferrarese, e di padre Oleg Vascautan, alla guida della comunità Ortodossa moldava di Ferrara.

Tante le persone presenti, diversi i diaconi e i laici che si sono alternati sull’altare per le preghiere e le letture, intramezzate dai canti accompagnati all’organo dal prof. Francesco Tasini del Conservatorio “Frescobaldi”.

Nell’omelia Mons. Perego ha spiegato come “anche noi piangiamo per la sofferenza, la fuga e la morte di tanti nostri fratelli della Terra santa e del Medio Oriente. Non possiamo restare indifferenti”. Citando Sant’Agostino – “Ama la pace, conserva la pace, conquista la pace: essa sarà più profonda quanto più sarà posseduta dal maggior numero di persone” – ha dunque riflettuto su come innanzitutto “siamo chiamati non solo a rifiutare la violenza, nelle parole e nei gesti, ma a costruire percorsi di dialogo, di accoglienza, di prossimità”. Proseguendo ha spiegato come “indebolire le condizioni della pace, cioè indebolire lo sviluppo, la responsabilità, la democrazia, il rispetto del creato e delle creature significa creare condizioni per non custodire la pace”, e come questa “va costruita giorno per giorno, creando le condizioni di rispetto, giustizia, solidarietà, uguaglianza”.

Infine, un pensiero alla nostra terra: “preghiamo perché Ferrara sia una ‘città della pace’, e perché ogni città e paese della nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio – per usare le parole di Papa Francesco – sia ‘uno spazio di fraternità, di giustizia, di pace, di dignità per tutti’ (E.G. 180)”.

Veglia di preghiera per l’unità e la pace: Mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Cari fratelli e sorelle, siamo riuniti in preghiera in questa Basilica di S. Maria in Vado, questa sera, per accompagnare il pellegrinaggio di pace e di unità che il Santo Padre Francesco ha voluto fare a Bari, città crocevia tra Oriente e Occidente, sotto la protezione di San Nicola, “il nostro Santo dell’unità, che continua ad essere nostro amico e compagno sulla via della salvezza e dell’unità”, come disse il Patriarca Bartolomeo, Arcivescovo di Costantinopoli, nella sua visita alla Basilica di San Nicola a Bari, il 6 dicembre 2016. E’ una preghiera ecumenica, quella di questa sera, con i nostri fratelli delle Chiese sorelle, in comunione con il Papa e i molti Patriarchi e Capi di Chiese e Comunità cristiane del Medio Oriente che hanno pregato oggi insieme a Bari.

E guardando alla drammatica situazione di quelle regioni Medio orientali, dove tanti nostri fratelli e sorelle nella fede continuano a soffrire, a fuggire, a morire, anche noi, a una voce sola, vogliamo implorare: “Su di te sia pace!” (Sal 122,8). Le parole del Salmo 122, uno dei testi più cari alla pietà giudaica e cristiana, chiedono pace, ieri e oggi. Pace su Gerusalemme e nelle regioni del Medio Oriente. Anche noi come Gesù entrando in Gerusalemme, come ricorda l’evangelista Luca (Lc 19,41-44), piangiamo per la sofferenza, la fuga e la morte di tanti nostri fratelli della Terra santa e del Medio Oriente. Non possiamo restare indifferenti. Anche noi, leggendo il Salmo 122 con S. Agostino ripetiamo: “Ama la pace, conserva la pace, conquista la pace: essa sarà più profonda quanto più sarà posseduta dal maggior numero di persone” (Sermo 357; PL 39,1582).

Ama la pace: siamo chiamati non solo a rifiutare la violenza, nelle parole e nei gesti, ma a costruire percorsi di dialogo, di accoglienza, di prossimità, vedendo in ogni segno di carità un passo nel cammino di pace.

Conserva la pace: la pace è un bene affidato alla libertà e responsabilità di ognuno di noi; indebolire le condizioni della pace, cioè indebolire lo sviluppo, la responsabilità, la democrazia, il rispetto del creato e delle creature significa creare condizioni per non custodire la pace.

Conquista la pace: la pace va costruita giorno per giorno, creando le condizioni di rispetto, giustizia, solidarietà, uguaglianza; è un impegno permanente per non perdere uno delle condizioni fondamentali per la vita dell’uomo e dei popoli. Pace e bene, come ricorda il Salmo 122, e come riprenderà nel suo saluto la tradizione francescana oggi ancora presente a Gerusalemme, camminano sempre insieme.

La nostra preghiera per l’unità e la pace è anche una preghiera di comunione. Sentiamo vicini i nostri fratelli e le nostre sorelle delle Chiese che vivono nella terra martoriata del Medio Oriente. Con loro chiediamo ai capi di Stato di amare, custodire, conquistare la pace e la libertà religiosa. Con loro desideriamo la pace e preghiamo per Gerusalemme, “città della pace” nel Medio Oriente. Come loro preghiamo perché Ferrara sia una “città della pace”, e perchè ogni città e paese della nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio – per usare le parole di Papa Francesco – sia “uno spazio di fraternità, di giustizia, di pace, di dignità per tutti” (E.G. 180). Così sia.

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