Sulle tracce degli avi ferraresi di Dante nella chiesa di Santa Maria Nuova

Un pomeriggio sulle tracce ferraresi di Dante, alla scoperta della cripta degli Aldighieri e della chiesa che la ospita, quella di Santa Maria Nuova a Ferrara. L’appuntamento è per venerdì 24 settembre alle 16,30, per una iniziativa culturale, a partecipazione libera e gratuita, organizzata dall’Accademia delle Scienze di Ferrara, in collaborazione con il Comune di Ferrara (Assessorato alla Cultura), l’associazione Ferrariae Decus e la stessa parrocchia di Santa Maria Nuova e San Biagio.

Il ritrovo, per tutti gli interessati (senza necessità di prenotazione), è per le 16,15-30 sul sagrato della chiesa di S. Maria Nuova (in via Aldighieri n. 46 a Ferrara). Ciceroni d’eccezione saranno il ricercatore storico Francesco Scafuri e la storica dell’arte Marialucia Menegatti, che oggi in Municipio hanno presentato alla stampa il programma e i contenuti dell’iniziativa, assieme al presidente dell’Accademia delle Scienze di Ferrara Francesco Scutellari, al presidente della Ferrariae Decus Michele Pastore e al parroco di Santa Maria Nuova don Renzo Foglia.

“In occasione delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri – ha spiegato Francesco Scutellari – abbiamo voluto ricordare la figura del sommo Poeta con una escursione in uno dei luoghi ferraresi legati alla sua famiglia d’origine. Andremo infatti alla scoperta della cripta degli Aldighieri costruita nel 1921 sotto l’altare della chiesa di Santa Maria Nuova dove nel 1890 era stato rinvenuto il sepolcro della famiglia degli avi di Dante”.

L’iniziativa di venerdì 24 si aprirà con i saluti di don Renzo Foglia, dello stesso Francesco Scutellari e delle autorità, e proseguirà poi con gli approfondimenti dei due relatori che illustreranno la singolare storia della chiesa e i suoi tanti elementi di pregio.

“Quella di Santa Maria Nuova – ha ricordato Francesco Scafuri – è certamente una delle chiese più interessanti di Ferrara e, sia pure con varie trasformazioni, uno degli edifici sacri più antichi della città, con origini, secondo alcune fonti, anteriori al X secolo. Nel pomeriggio di venerdì prossimo, ripercorreremo la sue vicende storiche, soffermandoci fra l’altro sugli eventi del 1921, quando venne rifatta la facciata, che assunse l’aspetto attuale, e venne costruita la cripta che conserva i resti dell’antica famiglia degli Aldighieri, di cui ricorderemo la storia con cenni anche al Sommo Poeta. I partecipanti all’escursione potranno tra l’altro visitare, in piccoli gruppi, la cripta che sarà aperta per l’occasione”. A Marialucia Menegatti sarà poi affidato il compito di illustrare le opere d’arte che impreziosiscono l’interno della chiesa, tra cui spicca il dipinto dello Scarsellino raffigurante il Miracolo della neve, che richiama le vicende straordinarie e la tradizione legate all’edificio di culto. Di particolare pregio anche un Crocifisso ligneo di Tommaso Gandolfi (XVII secolo), oltre ad altre opere più recenti.

Per partecipare all’iniziativa sarà sufficiente recarsi alle 16,15-30 sul sagrato della chiesa. Durante tutta l’escursione, che si svolgerà per buona parte all’aperto, sarà necessario indossare la mascherina e rispettare il distanziamento interpersonale.

In caso di maltempo l’iniziativa si svolgerà all’interno della chiesa.

Scheda storica a cura degli organizzatori

Giunti a Ferrara da Nonantola, gli Aldighieri risultano presenti nella nostra città fin dall’XI secolo e furono cavalieri, giudici, consoli e banchieri, prima sostenitori dei Salinguerra almeno fino al 1214, per poi passare successivamente dalla parte degli Estensi. Dagli Aldighieri di Ferrara, secondo alcune fonti, sarebbe nata “la moglie che fu di Cacciaguida fiorentino” (vissuto tra il 1091 e il 1148 circa), trisavolo di Dante Alighieri. Il sommo poeta nel XV canto del Paradiso fa dire al suo avo la celebre frase: mia donna venne a me di val di Pado, e quindi il sopranome tuo si feo, da cui autorevoli autori, a partire da Giovanni Boccaccio, affermarono che al Cacciaguida fu data in sposa una donzella nata dagli Aldighieri di Ferrara. Anche se non mancano gli studiosi che mettono in dubbio questa tesi, ancora oggi nella cripta, che venerdì 24 settembre potrà essere visitata a piccoli gruppi, si respira un’atmosfera che colpisce ed emoziona.

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