Il vento che soffia sull’Europa e una inedita Ferrara messa “a ferro e fuoco”!?

C’è un vento forte che soffia sull’Europa e rischia di travolgere cio che l’Unione Europea è riuscita a costruire in 70 anni,  dalla fine della seconda guerra mondiale, vale a dire la pace fra i popoli e una convivenza basata sul rispetto dei diritti umani e di cittadinanza. Di oggi le frasi ingiuriose contro chi ha adottato un ragazzo di colore, le svastiche e lo scempio del cimitero ebraico in Francia.

E’ partito come una fastidioso spiffero, ma oggi il vento del razzismo potrebbe anche spazzar via  le resistenze indebolite dalla paura, che qualcuno gestisce, anche qui a Ferrara nella nostra sonnacchiosa città di provincia.

Che dire, infatti,  delle frasi con cui sono stati descritti fatti di domenica sera in viale Costituzione a Ferrara? Rappresentati come  “un intero quartiere messo a ferro e fuoco dalla mafia nigeriana”?.

Chi ha visto il fuoco e chi il ferro? Chi può dire che fossero tutti mafiosi e nigeriani gli stranieri accorsi per accertarsi con i loro occhi se davvero il ragazzo di colore stesso sulla strada e  investito da un’ auto di passaggio mentre fuggiva dai carabinieri, fosse  davvero morto,?

Raccontare i fatti come sono accaduti non bastava?  Serviva, una volta di più, l’allarme funzionale alla paura.

Un allarme che ha portato Ferrara alla ribalta dell’opinione pubblica nazionale come città in preda a criminali africani.

Veniamo ai fatti: uno spacciatore, quasi certamente atteso nei pressi del grattacielo dai suoi clienti,  diciamo italiani, forse ferraresi,  sorpreso da una pattuglia fugge e attraversa improvvidamente Vle Costituzione e viene investito da un automobilista di passaggio. Un episodio  che poteva essere tragico,ma che si risolve con il ricovero del ragazzo in ospedale e una prognosi di 15 gg.

L’automobilista non era un pirata della strada, si è fermato, i carabinieri hanno prestato soccorso al  ragazzo,chiamato il 118, ma intanto al grido lanciato sui social “is dead is dead”,si è creato  un assembramento di ombre scure,  immigrati sparsi in zona grattacielo, che  volevano accertarsi se davvero uno di loro, un solitario immigrato di strada,  era  rimasto vittima di un incidente mortale.

L’occhio della telecamera che prontamente ha documentato  la scena  riprende per pochi secondi un ragazzo nero che grida agli agenti che si avvicinano “lasciami stare, non toccarmi”.

Ha paura lui!

E la sua è la payura di chi sa di non essere nessuno in questa società: uomini in fuga, malvisti, male accolti, impossibilitati ad andare altrove.

Gli agenti intorno non riescono a bloccare il gesto di chi comincia a rovesciare un cassonetto di Hera sulla carreggiata, uno due tre, poi la campana del vetro, con le bottiglie che rotolano sulla strada, che viene chiusa per due ore, in attesa di chi venga a sgombrarla dai rifiuti.

Ma questo è bastato per dire che a Ferrara un quartiere è stato messo a ferro e fuoco dalla mafia nigeriana, che c’è stata una rivolta, una guerriglia, che bande di nigeriani hanno seminato il caos.

Neppure i ferraresi sembra che si accorgano della differenza che c’è fra immagini e commento.

È la  voce del cameraman che fa testo: racconta di un folto gruppo di nigeriani in mezzo al verde … di  agenti circondati. Da qualche parte si legge di “una mega rissa”.

I ferraresi credono alla voce suadente, forse pronti a seguire chi grida “non vi preoccupate, io vi salvero!”

Per la cronaca Il 28enne investito è stato poi denunciato per detenzione ai fini di spaccio mentre i carabinieri stanno lavorando per identificare i partecipanti alla protesta..

 

D.B.

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