Caccia a Igor, figli di Verri: “Non contro l’Arma, ma contro chi ha sbagliato”

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Il post della figlia di Verri (Clicca per ingrandire)

Caro colonnello dei carabinieri Desideri non crede che sia meglio tacere e magari chiedere scusa?”.

Scrivono così Francesca ed Emanuele i figli di Valerio Verri, la guardia ecologica volontaria che l’otto aprile scorso fu ucciso nel Mezzano dal killer Norbert Feher, alias Igor Vaclavic.

Lo fanno attraverso un post di Facebook per rispondere alle recenti dichiarazioni dell’Arma in merito alle ricerche effettuate su Igor.

“Le attività condotte per la ricerca del latitante – scriveva ieri in una nota giunta alle redazioni, l’Arma dei carabinieri di Ferrara – sono state costantemente condivise con le autorità locali di pubblica sicurezza, ovvero prefetto e il questore, che hanno ricevuto informazioni e aggiornamenti in un quadro di assoluta correttezza e reciprocità informativa”.

La nota dell’Arma inoltre precisava anche che il 30 di marzo, la notte in cui il killer colpì nella piadineria di Consandolo, portando via la pistola alla guardia giurata, i carabinieri avviarono subito tempestive attività di indagine puntualmente riferite alla locale procura, oltre che collaborare con i colleghi del comando provinciale di Bologna. I militari – sempre nella nota – chiariscono dunque che solo dopo i fatti delittuosi e tragici avvenuti nel Mezzano, il sabato otto aprile, verso sera, capirono che Norbert Feher era in quella zona.

I figli di Valerio Verri
I figli di Valerio Verri

Parole che per i figli di Valerio Verri pesano come macigni e per questo nel post di Facebook dichiarano di aver letto le dichiarazioni del colonnello sulla stampa ma sopratutto dicono di aver letto attentamente tutti gli atti del fascicolo giudiziario che contiene anche la foto straziante del loro padre ucciso. E così precisando che hanno passato al setaccio anche tutta la rassegna stampa che andava dal giorno in cui ci fu il colpo a Consadolo fino ai giorni successivi alla morte del loro papà, Francesca e il fratello sui social affermano rivolgendosi al colonnello Desideri: “Chiedere scusa non è contemplato per un colonnello dei carabinieri anche quando commette errori imperdonabili che sono costati la vita di una brava ed onesta persona che l’unico torto che ha avuto è stato quello di avere una grande passione per la sua terra e per l’ambiente?”

Chiudono poi il post dicendo: dichiarando: “Chiediamo scusa a tutti i bravissimi carabinieri che lavorano sotto di lei ai quali va comunque la nostra riconoscenza, il nostro rispetto ed il nostro affetto. Chiediamo scusa per la situazione in cui ora si trovano e non certo per colpa nostra o di nostro padre”.

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