Caccia a ‘Igor’, figli Verri: “Procura indaghi su operato comandante carabinieri”

Fabio Anselmo
Fabio Anselmo

Tre esposti e una produzione documentale presentati alla Procura della Repubblica per fare chiarezza sull’operato del comandante provinciale dei carabinieri di Ferrara, Andrea Desideri sul caso Norbert Feher, Alias Igor Vaclavic.

L‘ultimo esposto è stato depositato nei giorni scorsi, il sette luglio, dai figli di Valerio Verri, Francesca ed Emanule, assistiti dal legale di fiducia Fabio Anselmo, per chiedere alla magistratura se la morte del loro padre – la guardia volontaria ambientale Valerio Verri, ucciso da Igor verso le 19 dell’8 aprile nel Mezzano – si sarebbe potuta evitare prendendo le dovute cautele

I figli di Valerio Verri
I figli di Valerio Verri

Negli esposti, i figli chiedono alla magistratura di accertare perché quella zona non sia mai stata interdetta alle guardie volontarie come il loro papà, che come tutti i volontari non era dotato di armi. Nelle denunce inoltre Francesco e Valeria chiedono anche il perché il prefetto e il questore, organi fondamentali del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico di un territorio, non abbiano mai ricevuto una comunicazione sulla pericolosità del killer.

Elencando i doveri a cui un comandante dei carabinieri deve attenersi in casi come questi, i figli chiedono alla procura perché non fu mai deciso di sospendere in modo preventivo il monitoraggio delle guardie giurate nella zona in cui gravitava il killer, sopratutto dopo quella che era accaduto a Consandolo la sera del 29 di marzo: quella notte, una guardia giurata intervenne in una piadineria dopo che era scattato l’allarme. In quel frangente fu aggredita da un uomo, che poi risultò essere lo stesso Igor, e che alla guardia portò via una pistola calibro 9.

valerio verri
Valerio Verri

La stessa arma con cui Igor uccise il primo aprile il tabaccaio di Budrio Davide Fabbri. I figli di Verri allegano all’esposto anche articoli di stampa da cui emerge che il 30 di marzo i carabinieri intervennero in forza al Grattacielo per un’operazione di controllo mentre nella zona del Mezzano veniva già segnalata la presenza di Igor. Francesca e Valerio Verri denunciano infine l’esistenza di un’informativa del comando carabinieri di Bologna che evidenziava come l’omicidio di Fabbri potesse essere stato commesso dallo stesso uomo che a Consandolo aggredì la guardia giurata.

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