Una versione “limited” ma di successo, per il Ferrara Buskers Festival

Si è chiusa sulle note della ‘Alan Fabbri folk band’, formazione musicale del sindaco di Ferrara, la 33esima edizione del Ferrara Buskers Festival, andata in scena in versione ‘limited’, con spettacoli trasferiti dalle piazze ai palazzi storici e contingentamenti post emergenza Covid. Il primo cittadino ha dedicato all’amico, scomparso ieri, Andrea Samaritani – artista, fotografo e regista – il concerto, in special modo la cover di ‘Andrea’ di Fabrizio de André. ”Ci lascia un amico, un grande professionista e una persona di grande cultura”, ha detto Fabbri richiamando gli applausi del pubblico. “Con la nostra musica abbiamo voluto salutare il pubblico dei Buskers – ha poi detto il sindaco -. Ringrazio l’organizzazione. In un anno difficile ci sono stati la voglia e l’ entusiasmo per confermare il festival. Sono cambiate le modalità, ma esserci è stato importante”.

Appuntamento al prossimo anno. Il primo bilancio dell’edizione 2020 ha registrato numeri importanti nonostante le limitazioni dovute alle misure anti-Covid: 60 eventi, 5 location a Ferrara, 5mila persone e tanto interesse anche dall’estero.

”Ringrazio l’Amministrazione e tutta la nostra magnifica macchina organizzativa – ha detto la presidente del Ferrara Buskers Festival Rebecca Bottoni -. È stato un grande impegno ma ne è valsa la pena: abbiamo voluto regalare un po’ di sollievo dopo un periodo buio. Pubblico e artisti hanno anche resistito a un momento di pioggia, reagendo in maniera emozionante. Da parte di tutti abbiamo visto e apprezzato una grande collaborazione, dal punto di vista lavorativo e umano. Quello che speravamo si è realizzato. Il prossimo anno ci auguriamo un’edizione senza limiti, mettendo a frutto le tante suggestioni imparate quest’anno”.

”Un’edizione ‘surreale’ – l’ha definita Stefano Bottoni, storico fondatore del Festival -. Abbiamo riscritto l’approccio con i territori e gli spazi, rivedendo le differenze tra contenitori e contenuti. La chiusura e i limiti hanno avuto l’effetto paradossale di liberare le energie. La musica e l’arte sono state capaci anche di questo”.

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