Viale K, Don Bedin risponde a F.lli d’Italia: “Un povero, al giorno, costa 5 euro” – INTERVISTA

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“Un povero alla comunità costa, al giorno, 5 euro: come un pacchetto di sigarette, meno di un cane al canile, che costa 15 euro”.

E’ la riposta del parroco Don Bedin, punto di riferimento dell’Associazione Viale K, alla polemica sui fondi per gli aiuti ad immigrati, ex carcerati ma anche persone finite in povertà, innescata da Mauro Malaguti, consigliere comunale e regionale di F.lli d’Italia. “Invito il consigliere Malaguti ed i componenti del suo partito nel nostro centro per visitare le attività che svolgiamo per i più bisognosi” E’ la risposta di Don Domenico Bedin al partito di Fratelli d’Italia che aveva espresso perplessità su come vengono finanziati i progetti e sugli aiuti dati all’Associazione di Viale K.

Tra progetti di accoglienza, emergenza freddo ed iniziative varie si parla di 500mila euro. “Non si tratta di razzismo ma di capire quanto ancora potremmo aiutare gli altri se siamo oramai noi stessi al limite della sopravvivenza del nostro sistema paese, aveva sottolineato Malaguti. “Qui bisogna decidere se aiutare questi poveri, grazie all’aiuto del volontariato e i servizi sociali oppure lasciarli sul territorio, abbandonati a se stessi, con il rischio che situazioni sociali degenerino. Proprio quello che il partito di F.lli d’Italia non vuole” risponde Don Bedin.

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Un pensiero su “Viale K, Don Bedin risponde a F.lli d’Italia: “Un povero, al giorno, costa 5 euro” – INTERVISTA

  • 07/10/2014 in 22:48
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    Vorrei chiedere al Don, lumi sulla Casona, che è stata messa in liquidazione e ancora non è stata chiusa la pratica. Perché il notaio che ha redatto l’atto di messa in liquidazione non ha informato l’autorità competete che un socio volontario ha dichiarato ed è stato messo a verbale, in presenza della commercialista Giuriatti e del Signor Resca altro responsabile della coop Casona e l’eminenza prof Foddis, che si sono riscontrati comportamenti illegali e la contabilità ove si evince scritture che comprovano la cattiva gestione ( la coop Casona fa parte dell’associazione Monsignor Filippi. PS perché il Don non dimostra con documenti che è stato fatto tutto con legalità ?

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