Villa di Gaibanella, il giudice dà ragione a Gbs e ordina a Camelot di pagare – VIDEO

Ritiene di essere finita in una bagarre politica che alla fine ha solo danneggiato l’attività dell’azienda.

E per questo, lo scorso agosto, la Global Business Service srl, era ricorsa al giudice affinché intimasse Camelot, la cooperativa che sul territorio fa accoglienza ai richiedenti asilo, a rispettare i contenuti della convenzione siglata proprio il due agosto.

 

 

 

Accordo che prevedeva un canone d’affitto per alcuni locali della villa di Gaibanella, la villa Modoni Ravalli, finita al centro di un caso politico scoppiato dopo che era stato deciso che in quelle stanze si sarebbero dovuti ospitare circa una trentina di profughi richiedenti asilo. E proprio la Global Business Service srl, o Gbs, la società che aveva preso in affitto nel 2014 una parte della villa per fare attività ricettiva, si è sentita parte lesa nella vicenda.

L’attività di accoglienza per immigrati che avrebbe dovuto fare per 24 mesi, secondo la convenzione stipulata con Camelot, che prevedeva l’uso di quattro camere e una suite, dopo la bagarre politica è saltata ed la Gbs si è trovata con un pugno di mosche. Così Gbs ha deciso di rivolgersi ad un giudice e dunque impugnare la convenzione presentando due decreti ingiuntivi contro Camelot, ossia due ordini di pagare i tre mesi d’affitto usati dalla stessa cooperativa.

Uno di questi ordini è stato accolto dal giudice e ora la GBS ha ottenuto il pagamento di due mensilità. Ma secondo la società, assistita dal legale Sergio Di Chiara, anche questo secondo ordine dovrà essere accolto dal giudice perché la Gbs si è trovata, ci tiene a sottolineare il suo avvocato, in una situazione in cui non c’entrava nulla… Ora Camelot dovrà decidere o meno se opporsi ad entrambe le azioni presentati da Gbs.

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