Violenza donne, un fenomeno grave anche nel ferrarese. Iniziative delle forze dell’ordine

177 reati accertati nel 2020 dalla Polizia di Stato di Ferrara, in calo gli atti persecutori e gli episodi di stalking rispetto all’anno scorso, mentre sono cresciuti i maltrattamenti in famiglia. Il lockdown avrà sicuramente influito su questi numeri.

Circa gli stessi numeri nell’ultimo anno anche da parte dei carabinieri. 69 episodi di maltrattamenti in famiglia e 43 di stalking. Sono i dati del grave fenomeno che interessa anche il ferrarese, e questi numeri si riferiscono solo all’ultimo anno e agli interventi dei carabinieri. Nella Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne, oggi, promossa dalle Nazioni Unite, i militari ricordano che negli ultimi 12 mesi sono state arrestate 14 persone. Per le violenze sessuali nel ferrarese, uno l’arresto e 15 le denunce.

Numeri, quelli dei carabinieri estensi, che dimostrano come il fenomeno delle violenze sulle donne sia più che mai attuale anche nel ferrarese.

Intanto, le caserme dell’Arma di via del Campo e corso Giovecca si illumineranno di arancione fino al 10 dicembre per la campagna internazionale “Orange the World”.

Comunicato a cura dei carabinieri

Le caserme dell’Arma si illuminano di arancione.

carabinieri donneL’Arma dei Carabinieri anche quest’anno ha aderito all’iniziativa “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” promossa dalle Nazioni Unite e sostenuta in Italia da Soroptimist International. Da oggi e fino al 10 dicembre p.v., infatti, si svolgerà in tale ambito la campagna internazionale “Orange the World”, che prevede una serie di iniziative di sensibilizzazione delle Istituzioni, della società civile e dei media, colorando simbolicamente di arancione (colore scelto dalle donne come simbolo di un futuro senza violenza basata sul genere) edifici, monumenti e strade.

In occasione quindi della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” il Comando Provinciale di Ferrara vuole sottolineare l’impegno quotidiano che tutti i Carabinieri della provincia, donne e uomini, pongono in essere per contrastare tutti quei reati che vedono lesa la donna, illuminando di arancione dalle 17:00 alle 22:00 di oggi, le caserme di via Appuntato Carmine della Sala e di Corso della Giovecca.

L’Arma dei Carabinieri è da sempre in prima linea nell’azione di contrasto alla violenza di genere in danno alle cosiddette categorie “vulnerabili”. L’espressione “violenza nei confronti delle donne” intende designare una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata. (Art.3 Convenzione di Istambul-2011).

Il più grave in assoluto è quello comunemente chiamato “femminicidio”. Rientrano nella definizione sia gli omicidi di donne che avvengono in ambito relazionale, passionale, familiare e di vicinato, sia quelli compiuti da uomini che fuori dal contesto relazionale agiscono poiché considerano le loro vittime (donne o transgender) “inferiori” in relazione alla loro appartenenza al genere femminile.

Ma ci sono altri reati apparentemente meno gravi che insidiano quotidianamente le donne, tra questi troviamo il fenomeno comunemente denominato “stalking”, che è ricondotto al reato di “atti persecutori” (art. 612-bis c.p.), nonché i casi di maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.) e le percosse (art. 581c.p.) con vittime donne.

carabinieriI Carabinieri di Ferrara nel corso dell’ultimo anno hanno focalizzato il proprio impegno per poter contrastare tali crimini, talché in detto contesto hanno perseguito complessivamente 112 reati, di cui 43 per atti persecutori e 69 per maltrattamenti in famiglia. Le persone arrestate sono state in totale 14, di cui 6 per maltrattamenti in famiglia e 8 per atti persecutori. Le denunce in stato di libertà ammontano a 84, di cui 51 per maltrattamenti in famiglia e 33 per atti persecutori. 16 sono state le misure precautelari applicate, di cui 7 di allentamento, 7 di divieto di avvicinamento, e 2 di allontanamento urgente.

In correlazione con la “Violenza di genere”, vanno analizzate anche le violenze sessuali. L’attività repressiva sul fenomeno condotta dall’autunno del 2019 ad oggi, ha consentito di trarre in arresto 1 persona per violenza sessuale e denunciarne 15 in stato di libertà.

Elemento molto importante per la quotidiana attività di contrasto di tali fenomeni, è una stanza, allestita nella caserma del Comando Provinciale di Ferrara, idonea all’ascolto protetto di donne e minori vittime di violenza, dotato di kit per la videoregistrazione da utilizzare nelle fasi di ricezione delle querele o nelle attività di escussione. Il locale è utilizzabile da personale (tutti Ufficiali di Polizia Giudiziaria) appositamente addestrato presso l’Istituto Superiore di Tecniche Investigative, centro di alta qualificazione dell’Arma, ove vengono svolti annualmente corsi di formazione in materia di violenza di genere ed appartenente alla “Rete nazionale di monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere”. La Rete, organo di cui si è dotata a partire dal 2014, è strutturata su Ufficiali di Polizia Giudiziaria – Marescialli e Brigadieri – inseriti nell’ambito dei Nuclei Investigativi dei Comandi Provinciali con il compito di sostenere i reparti sul territorio nello sviluppo delle indagini, raccordandosi con il R.A.C. (Reparto Analisi Criminologiche dell’Arma), composta dalle Sezioni Atti Persecutori e Psicologia Investigativa, per un compiuto apprezzamento dei casi.

Comunicato a cura della questura di Ferrara

“La violenza di genere è un crimine odioso che trova il proprio humus nella discriminazione, nella negazione della ragione e del rispetto. Una problematica di civiltà che, prima ancora di un’azione di polizia, richiede una crescita culturale. E’ una tematica complessa che rimanda ad un impegno corale. Gli esperti parlano di approccio olistico, capace di coinvolgere tutti gli attori sociali, dalle Istituzioni, alla scuola, alla famiglia”.

Con queste parole del Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli, si apre la pubblicazione realizzata dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre.

castello donne poliziaA Ferrara è stato allestito il gazebo della Polizia di Stato all’interno della galleria del centro commerciale il “ Castello “.

L’iniziativa voluta dal Questore Capocasa, nasce al fine di sensibilizzare e informare la cittadinanza, sul tema della violenza di genere.

All’interno del gazebo, le donne e gli uomini della Polizia di Stato, che nella circostanza hanno distribuito a tutte le donne opuscoli informativi relativi al progetto ideato e promosso, dalla Direzione Centrale Anticrimine del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, “… Questo non è amore ”, e illustrato il servizio pubblico del 1522, un numero gratuito e attivo 24 h su 24 che accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking.

E’ stato ricordato, infine, che dallo scorso lockdown la App YouPol, scaricata negli anni da tantissimi cittadini sui propri smartphone, è stata estesa alle segnalazioni di violenza domestica. Ideata per contrastare bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole, l’App è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia di Stato.

Le segnalazioni sono automaticamente geo-referenziate, ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti e chiamare direttamente il NUE 112 e/o il 113. Tutte le segnalazioni vengono ricevute dalla Sala Operativa della Questura competente per territorio. Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di segnalare in forma anonima.

La Polizia di Stato è sempre più preparata sulle tematiche, si è dotata di luoghi idonei dove accogliere la vittima, si è aggiornata sui moduli operativi e di primo contatto. Il ruolo decisivo ora spetta alla comunità: tanto più una donna si sentirà protetta nel contesto in cui vive tanto più capirà che uno schiaffo ricevuto non è solo uno schiaffo, che la denuncia non sarà un atto di cui vergognarsi, ma la giusta soluzione a un percorso di violenza subita.

Il Questore Capocasa: “Siamo consapevoli che queste battaglie sono complesse. Il percorso è lungo e problematico, ma se lo percorriamo insieme a tutti i soggetti istituzionali, ai centri antiviolenza, al mondo accademico e delle associazioni, ai media, con la stessa intensità, con lo stesso impegno, con lo stesso coinvolgimento emotivo, l’eliminazione della violenza contro le donne passerà da ambizioso progetto a una realtà concreta”.

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