Violenza sulle donne: “Raccontiamola in modo diverso” – VIDEO

Ogni due giorni e mezzo in Italia muore una donna per mano di chi dice di amarla. Inizia così l’articolo che Vanity Fair pubblica oggi on line in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, per proseguire con il racconto a partire dall’ultimo dramma di Budrio in provinciali Bologna.

Ma la domanda vera oggi è: come raccontare la violenza, per non limitarsi a piangere le vittime o a indurre nell’opinione pubblico un sentimento di impotenza di fronte alla violenza di tanti uomini?

La vittima è una donna, l’omicida il marito, . fra i di 65 e i 69 anni, una coppia collaudata, poi un litigio non abituale, secondo la cronaca, finito nell’uccisione della donna: un raptus? e’ questo il clichè usato in linea di massima per raccontare gli atti di violenza commesse su mogli fidanzate compagne di pochi mesi o di unavita, ma è un racconto che non fa un buon servizio alle vittime, perché induce a pensare che contro il raptus di un momento non ci sia rimedio.

Non è questa la verità: la violenza degli uomini sulle donne deve essere raccontata in modo diverso: il dramma è certamente delle vittime, ma il problema è negli uomini. Ed è un problema contro cui bisogna attivare una vera e propria condanna sociale , una censura etica e civile che non ammette giustificazioni, perché in caso contrario finiremo per ammettere che sì, uccidere una donna, stuprarla, picchiarla, perseguitarla è male, ma un male inevitabile e non prevedibile.

Le donne devono, sì, imparare a denunciare i compagni violenti, ma il problema non può essere solo delle vittime tenute ad essere anche coraggiose e a sfidare la violenza. L’aiuto e l’appoggio dei Centri antiviolenza e il sostegno di associazioni femminili è necessario, ma non basta più. Né bastano le associazioni, poche in realtà, degli uomini maltrattanti. Così mentre si cerca di mettere al bando la spettacolarizzazione mediatica dei femminicidi , e si mettono al bando le parole frutto di pregiudizi e di stereotipi pericolosi, oggi si sente sempre più la mancanza di una mobilitazione vera della componente maschile della società a tutti i livelli:

Serve una denuncia corale del mondo maschile e il rifiuto di un maschilismo becero, che nasconde dietro la violenza contro la compagna indifesa e più debole, la vera debolezza dei sentimenti e dell’intelligenza degli uomini violenti.

Dalia Bighinati

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