Il volto buono di Facebook all’epoca del Coronavirus

Da giornalista, autrice e conduttrice televisiva in questi anni ho imparato sul campo che la Tv non e’un mostro “lava-cervelli”, i suoi effetti dipendono soprattutto da chi la fa . Idem per il web e in genere per tutto il mondo della comunicazione di massa Ho sempre avuto, invece, una diffidenza innata per Face book, che trovo insuperabile per la ricerca di notizie dell’ultim ‘ora – fake news a parte -, per dare visibilità immediata a un evento, a un prodotto, ad una attività in cerca di affermazione, ma totalmente inadatto alla comunicazione privata, proprio per la sua vocazione a mettere sfacciatamente in piazza tutto ciò che scriviamo.

Non ho cambiato idea, ma in questi giorni di solitudine forzata – faccio parte della specie protetta dei diversamente giovani – mi sono accorta di averlo rivalutato.
Su Facebook puoi incontrare gli amici, che avevi perso di vista, trovarne di nuovi e inaspettati, affacciarti su una platea di sconosciuti che possono avere comunque qualche affinità con te .
Facebook e’ un palcoscenico e come il teatro mette in scena pensieri, sentimenti, emozioni, a cui toglie la spontaneità della comunicazione confidenziale. Ci dà la possibilità di indossare una delle tante maschere, con cui ci presentiamo agli altri nella vita “sociale”.

Utile come tam tam, antidoto importante alla solitudine, meno vero quando esprimiamo sentimenti personali. Tuttavia oggi pare che non se ne possa più fare a meno e il fatto che richieda molto tempo libero e molta dedizione è favorito dall’avere giornate intere a nostra disposizione.

Oggi abbiamo in più il vantaggio della quasi totale scomparsa dalla scena virtuale dei compulsivi da tastiera, gli odiatori anonimi, i combattenti di facciata, inibiti dalla incontrovertibile verità di fatti molto seri, oltre che da una sorta di censura etica di chi non tollera né urla né polemiche inutili.
Il silenzio di massa imposto dal coronavirus all’odio formato social è uno dei lati positivi di questo tempo.

Anche per questo FB mi e’ diventato più simpatico, nonostante gli interessi celati sotto il suo volto amabile, ma ingannevole, di strumento di comunicazione gratuito alla portata di tutti quelli che lo sanno usare.
Ma di questo parleremo in un prossimo incontro.

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