Vongole, Rabboni: “L’Europa chiede aggregazione d’impresa”

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Tavolo regionale sull’acquacoltura venerdì’ 7 febbraio in Castello Estense convocato dall’assessore regionale all’agricoltura e alla pesca, Tiberio Rabboni per spiegare il futuro del settore in Europa, dopo il 2020.

Le concessioni per la produzione di vongole e cozze sono state prorogate fino al 2020 ma ora c’è da pensare a cosa succederà dopo quella data e cioè quando i mercati europei saranno ancora più grandi e quindi incisivi nel mercato ittico.

Il tema è stato al centro di un tavolo regionale sull’acquacoltura convocato venerdì 7 febbraio nel Castello Estense dall’assessore all’agricoltura e alla pesca dell’Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni.

Al tavolo con l’assessore, anche la senatrice Pd, Maria Teresa Bertuzzi e la presidente della Provincia, Marcella Zappaterr, oltre all’assessore provinciale, Davide Nardini.

La possibilità di produrre cozze e vongole infatti, specie nella Sacca di Goro, è stata prorogata fino al 2020 ma a fronte delle politiche comunitarie che stanno andando avanti che cosa succederà poi?

A questa domanda hanno cercato di fornire delle risposte gli amministratori presenti. Il tema al centro del dibattito – secondo quanto riferisce un comunicato stampa della Provincia – è il fatto che nonostante la proroga delle concessioni sia stata inserita nella legge di stabilità del Governo, ora rimane sul tappeto il problema del sistema del rilascio e della gestione delle concessioni da qui al 2020, per evitare di incorrere nelle eventuali infrazioni comunitarie.

Si aggiunge – scrive sempre la Provincia – che la situazione delle attuali 39 concessioni rilasciate in particolare per la Sacca di Goro non consentirebbe ulteriori sviluppi per quanto riguarda il capitolo concessioni.

“Il gioco di squadra ha permesso di raggiungere dei risultati importanti e nel futuro a dettare le legge del mercato sarà anche la dimensione europea dei mercati” ha riamrcato l’assessore regionale.

“L’incontro a Ferrara dimostra il ruolo importante che hanno avuto sul rilascio delle concessioni le attività produttive di Comacchio e Goro” aggiunge la presidente Zappaterra che si augura che vengano messi a punto gli strumenti più adeguati per una maggiore organizzazione del settore.

 

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