Voto su Berlusconi e politica ridotta a match. Siamo Paese normale?

07 voto su berlusconiL’appuntamento politico della giornata è questa sera alle 20, quando tornerà a riunirsi la Giunta del Senato per decidere sulla decadenza di Berlusconi. Intanto oggi a palazzo Chigi i ministri pidiellini si sono incontrati per fare il punto in vista della riunione di questa sera.Ieri è stato muro contro muro tra Pd, M5s, Scelta civica, Sel da una parte e Pdl dall’altra.

Il relatore Andrea Augello, Pdl, ha scelto di sottoporre ai suoi colleghi non la ricostruzione del processo che ha condannato l’ex premier per frode fiscale con le possibili conseguenze riguardanti la sua decadenza da senatore e l’incandidabilità, ma ha illustrato tre pregiudiziali chiedendo il voto su di esse.

Da settimane gli Italiani stanno assistendo al crescendo delle difese d’ufficio da parte del PDL dell’innocenza del loro leader, di cui una sentenza della Cassazione il 30 luglio scorso ha confermato la condanna emessa in corte d’appello nell’ambito del processo Mediaset.

Rifiuto della sentenza e attacco conseguente ai giudici politicizzati, secondo la tesi dell’eliminazione dell’avversario per via giudiziaria. Questa la prima reazione del PDL, che avvicinandosi il momento dell’applicazione della legge Severino, che disciplina la decadenza e l’incandidabilità dei politici condannati, ha cominciato a sostenere l’impossibilità di applicare al suo caso la legge, nonostante sia stata votata nella passata legislatura con i voti dello stesso partito di Berlusconi.

Abbiamo assistito in questi giorni al fuoco di fila del PDL contro questa legge, entrata in vigore il 5 gennaio 2013, di cui oggi si chiede, con un tempismo francamente sospetto, la dichiarazione di incostituzionalità. La ragione del muro contro muro fra Pdl e gli altri partiti in Parlamento , la conoscono tutti, è quella di evitare la decadenza dalla carica di senatore di Berlusconi, evitare l’esecuzione della condanna e soprattutto garantirgli lo scudo parlamentare di fronte agli altri processi in corso.

Ieri la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato, riunitasi per ascoltare la relazione Augello del PDL, si è trovata di fronte a tre questioni pregiudiziali, che hanno in comune tutte il rinvio di ogni decisione sul merito della decadenza. Oggi l’ultimatum minacciato da giorni : se il PD, alleato del PDL nel Governo Letta, delle “grandi intese” voterà contro le pregiudiziali, cadrà il governo. E così fra minacce, ricatti, sorrisi e ammiccamenti, il Paese resta legato al futuro di un solo uomo, un ultrasettantesnne, il cui passato politico, lo si voglia o no , è fortemente coinvolto in una crisi economica, sociale, culturale, da cui l’Italia sembra non farcela ad uscire.

E’ lo spettacolo a cui stiamo assistendo in questi giorni, attraverso la forza d’urto dei media, impegnati a fare audience trasformando in un match il confronto politico nazionale., un match pagato duramente dagli italiani, che continuano a sentire il vuoto della politica sui problemi veri.

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