Nuovi casi di ‘West Nile’ a Ferrara. Polizia Prov.: “Non liberate uccelli catturati”

Undicesimo e dodicesimo caso a Ferrara e provincia di persone ricoverate all’ospedale Sant’Anna di Cona con la West Nile: oggi due ricoveri di un 76enne e di un uomo di 58 anni

Uno dei due contagiati nelle ultime ore (nove in tutto sono attualmente ricoverate, tre i decessi a luglio) è in condizioni stabili.

gabbie“Anche ieri sera nella gabbia per il monitoraggio hanno liberato le gazze che avevamo catturato”.

È il testo di uno dei numerosi messaggi che sta ricevendo in questi giorni il comandante della Polizia provinciale, Claudio Castagnoli, dai coadiutori con i quali è in costante contatto.

“Una collaborazione – ricorda Castagnoli – prestata volontariamente e gratuitamente, preziosa per l’intera comunità, perché riguarda il monitoraggio sulla diffusione della West Nile”.

I coadiutori sono cacciatori volontari senza alcun compenso, che prestano il loro aiuto nella cattura di gazze e cornacchie, che poi consegnano alla sede di Cassana dell’istituto Zooprofilattico in cui, dalle successive analisi, è possibile stabilire se i volatili siano portatori della temibile febbre del Nilo. La cattura e la successiva consegna di questi volatili, serve per capire quando il pericoloso virus comincia a circolare e con che intensità. Un intervento attuato sulla base di uno specifico piano deliberato dalla Giunta regionale e nell’ambito di un apposito monitoraggio sanitario, per il quale i coadiutori si mettono a disposizione, utilizzando gabbie grandi per catturare le cornacchie e più piccole per le gazze ladre e le ghiandaie.

“Perciò – continua il comandante Castagnoli – il danno provocato da chi libera gli uccelli catturati, e talvolta anche distruggendo le gabbie, è grave, perché ostacola una ricerca e un monitoraggio assolutamente indispensabili per la salute di tutti e pertanto rinnovo l’appello – conclude – a nome di quanti sono impegnati in questa importante attività a non ostacolarne e rallentarne lo svolgimento”.

20 agosto – ore 17 – West Nile, un altro paziente ricoverato all’ospedale Sant’Anna

West Nile

Un nuovo caso di West Nile a Ferrara: è quello registrato oggi che porta il numero dei ricoverati all’ospedale Sant’Anna di Cona a sette.

Un numero che sta crescendo costantemente da giorni. E’ quello dei ricoveri per West Nile all’ospedale Sant’Anna di Cona.

Il virus è trasmesso dalla zanzara comune che trova il proprio habitat nelle nelle ore serali e notturne, nelle aree verdi e nei ristagni d’acqua. Un altro paziente, il settimo, è stato portato in terapia nel reparto di Malattie Infettive. Sono saliti così a dieci i casi di persone colpite della West Nile.

Tre persone hanno perso la vita nelle scorse settimane. Come spiegato dall’azienda sanitaria, i decessi dei tre uomini con un’età compresa tra i 69 e gli 86 anni sono dovuti a forme neuro invasive particolarmente gravi della malattia, in due casi almeno complicati anche da patologie precedenti.

La scorsa settimana il Comune di Ferrara ha informato che avrebbe intensificato gli interventi larvicidi nelle aree pubbliche ogni quindici giorni fino al 30 settembre e la prosecuzione dei trattamenti preventivi straordinari in caso di eventi serali.

Il caldo umido di questa estate ha infatti intensificato la proliferazione della zanzara comune e quindi anche dell’aumento di casi della Febbre del Nilo non solo a Ferrara e in Emilia, ma anche nel Veneto e nel Delta del Po. Il virus infatti si sta espandendo a macchia d’olio in tutto il nord Italia: da Bologna, che registra 18 casi di cui sei in gravi condizioni, alla provincia di Mantova, con sei persone contagiate. Dalla provincia di Verona, che conta già quattro vittime, sino all’Alto Adige e al Friuli.

Nella maggioranza dei casi il virus non presenta sintomi ed in basse percentuali si manifesta con una febbre leggera. Le persone ricoverate presentavano patologie neuroinvasive: la west nile infatti può causare effetti gravi nelle persone anziane, oppure nei pazienti già affetti da malattie con fisici debilitati.

Non esiste al momento nessun vaccino contro la West Nile per questo la migliore prevenzione consiste nell’evitare il più possibile di esporsi alle punture di zanzare.

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