Omicidio Willy Branchi: si cerca il dna dell’assassino

willy-branchiTorna alla ribalta il caso della morte di Willy Branchi, il ragazzino di Goro ucciso barbaramente il 30 settembre 1988.

Il caso resta ancora aperto, ora si cerca il dna dell’assassino: il sostituto procuratore Andrea Maggioni ha affidato l’incarico al genetista Matteo Fabbri, che dovrà riesaminare la salma di Willy e, più specificamente, i reperti prelevati tre anni fa dalle unghie per nuovi accertamenti sulle tracce del Dna.

Intanto, ieri sera, il programma di Italia 1, “Le Iene”, ha riportato all’attenzione del pubblico il caso, che rimane, oggi dopo 30 anni, ancora senza un colpevole. Dopo tutti questi anni, ancora non si riesce a trovare il colpevole di un assassinio così terribile.

Ai microfoni de Le Iene parla il fratello di Willy che lo definisce come un ragazzo estremamente buono, sempre pronto ad aiutare gli altri. Il deficit cognitivo importante del ragazzo lo spingeva, spesso e volentieri, a fidarsi di tutti e probabilmente quel triste giorno, si era affidato alla persona o persone sbagliate.

Un pensiero su “Omicidio Willy Branchi: si cerca il dna dell’assassino

  • 24/05/2019 in 7:41
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    Spero che l’assassino o gli assassini di questo povero ragazzo vengano finalmente (è proprio il caso di dirlo), presi..
    Ho seguito la vicenda tramite il lavoro svolto dalle Iene, e mi ha colpito molto anche per il fatto che da quelle parti ci ho lavorato..è strano..verrebbe da pensare (avendo vissuto in una grande città), che in un paesino di poche anime queste cose non possano mai succedere..invece esce fuori che Goro in quegli anni era veramente un “casino”, tra droga, stragi, pedofilia e quant’altro…mi chiedo anche…ma i Carabinieri che facevano? dormivano proprio in piedi?
    Forse Willy, quella fatidica notte, nella sua ingenuità…si avvicinò al Forzati per sentirsi protetto..se era dal pomeriggio che si sentiva braccato…avrà pensato..dato che il “colonnello” era uno di cui tutti avevano (giustamente), paura..mi metto vicino a lui…almeno questi non mi vengono a dare fastidio…tanto è vero che, probabilmente l’aggressione è scattata appena il povero Willy è stato lasciato solo..
    Cmq avendo seguito questa storia, mi viene in mente una frase sentita in un film di alcune settimane fa, ambientato in Alabama e pronunciata da Gene Hackman…”questo..è un barattolo di vermi..che potrà essere aperto solo dall’interno”!

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