Zucchero, Coldiretti: “A rischio 25 mila posti di lavoro”

Maggiori tutele per chi produce zucchero in Italia, a rischio ci sono migliaia di posti. La denuncia arriva da Coldiretti.

Sono circa 25.000 i posti di lavoro a rischio nella filiera dello zucchero, in seguito ai problemi che stanno attraversando le 7.000 aziende tra Emilia-Romagna e Veneto che coltivano barbabietole.

E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti Emilia Romagna sulla situazione del mercato dello zucchero, dopo la contrarietà espressa dalla Commissione europea alle misure di emergenza per salvare lo zucchero made in Italy chieste dal Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio al Consiglio dei Ministri dell’agricoltura e della pesca dell’UE.

A difendere la produzione italiana di zucchero – afferma Coldiretti Emilia Romagna – è rimasta una cooperativa tricolore, che ha due stabilimenti di trasformazione a Minerbio (Bo) e Pontelongo (Pd). Senza questa cooperativa – spiega Coldiretti regionale – l’Italia, che con un consumo di oltre 1,7 milioni di tonnellate è il terzo mercato dell’Unione Europea, diventerebbe uno dei pochissimi casi al mondo senza alcun produttore locale di zucchero come Nigeria, Malesia, Corea del Sud e Arabia Saudita.

Si è creata una situazione dove il mercato è in mano a 5 grandi realtà del Nord Europa che già oggi detengono il 75% del comparto nel Vecchio Continente con zucchero venduto a prezzi molto bassi da Francia e Germania che hanno aumentato del 20% la loro produzione nel 2017, causando 3,5 milioni di tonnellate di eccedenze a livello europeo. In pratica – rileva Coldiretti – in Italia oltre 4 pacchi di zucchero su 5 arrivano dall’estero mentre la produzione Made in Italy rischia di essere azzerata dalla concorrenza sottocosto di multinazionali francesi e tedesche che hanno colonizzato le industrie del Belpaese.

La produzione di zucchero 100% italiano – sottolinea la Coldiretti – è dunque una priorità strategica per sventare incrementi ingiustificati dei prezzi a causa di un sempre maggiore oligopolio straniero ed è necessario arrivare a una chiara etichettatura di origine obbligatoria anche per lo zucchero, in modo da offrire ai consumatori la libertà di scegliere cosa mettere nel carrello della spesa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *